venerdì 8 giugno 2018

“Oltre il Corpo” di Kyrahm e Julius Kaiser: le nuove evoluzioni della body art per ArtPerformingFestival

“Oltre il Corpo” di Kyrahm e Julius Kaiser: le nuove evoluzioni della body art per ArtPerformingFestival
Le artiste internazionali ospiti a Galatina con un documentario e due video delle loro performance

Tra il 24 giugno e il 10 luglio si svolgerà a Galatina, presso il Palazzo Di Lorenzo, la rassegna ArtPerformingFestival, a cura di Gianni Nappa, un evento sulla forma d’arte più effimera per eccellenza: la performance art.
Kyrahm e Julius Kaiser, punto di riferimento italiano per questa espressione da oltre 10 anni, oltre che autrici e registe,  saranno tra le artiste dell’iniziativa con 3 opere: “Oltre il corpo”, “(A)mare Conchiglie” e “Ecce (H)omo, Guerrieri”.
Il documentario “Oltre il corpo” con protagonisti della scena artistica e performativa (Anton Perich (Factory di Andy Warhol),Collettivo Cercle, Ron Athey, Kyrahm, Marco Fioramanti, Gonzalo Rabanal, VestAndPage), torna dopo la proiezione al Venice International Performance Art Week di Venezia.

Sempre per la stessa rassegna Kyrahm e Julius Kaiser presentano “(A)mare Conchiglie” performance e film sui migranti del mare ed ex emigrati italiani all’estero nel dopoguerra e la struggente “Ecce (H)omo, Guerrieri di Kyrahm, un’opera sulla malattia, l’amore e la fragilità umana nata durante un periodo controverso della salute dell’artista.

Sinossi e trailer del film “Oltre il Corpo” di Kyrahm e Julius Kaiser che sarà presentato per ArtPerformingFestival

Oltre il corpo – nuove evoluzioni dal mondo della Performance Art di Kyrahm e Julius Kaiser
Negli anni ’70 Anton Perich ,il fotografo della leggendaria Factory di New York creò la “painting machine”, una macchina in grado di dipingere senza la presenza dell’artista,  che provocò a Andy Warhol invidia e ammirazione: il re della pop art scrisse nei suoi diari “I’m jealous of this kind of art!”
Un mantra dell’arte contemporanea è: “deve essere l'opera a parlare e non l'artista”.
Ma nel caso dei performance artist opera e artista coincidono creando un inevitabile cortocircuito: essere artisti è una condizione innata, come quella dello sciamano (che non si può far altro che accettare o allontanare) o è frutto dell'acquisizione di esperienze e preziosi incontri? 

Un dialogo intimo e profondo con interviste ai performance artist Ron Athey, Marco Fioramanti, Kyrahm, Gonzalo Rabanal, Stefano Rana,  VestandPage, che scava le vere ragioni che hanno spinto alcuni protagonisti dell'arte estrema per eccellenza, la performance art, a mettere a nudo identità, corpo e ad utilizzare il proprio (vero) sangue in scena attraverso una forma espressiva che non conosce compromessi tra vita e morte. 

Trailer




24 giugno e 10 luglio ore 18: "Oltre il Corpo" di Kyrahm e Julius Kaiser
26 giugno e 8 luglio ore 18: "(A)mare Conchiglie" di Kyrahm e Julius Kaiser
28 giugno e 6 luglio ore 18: "Ecce (H)omo, Guerrieri" di Kyrahm

Per ulteriori dettagli con orari e riferimenti dell’intera iniziativa, che prevede tra i suoi ospiti anche altri interessanti artisti cliccare al seguente link:
http://www.artperformingfestival.it/experimental-art-tour-salento-2018/calendario-mostre-2018/rassegna-video-art-performance-documentary/



martedì 17 aprile 2018

(A)mare Conchiglie di Kyrahm e Julius Kaiser al Teatro Florian di Pescara

  A Pescara, il 4 maggio alle ore 21 presso il Teatro Florian, verrà proiettato il video dalla performance "(A)mare Conchiglie" di Kyrahm e Julius Kaiser, in occasione del Festival di Arti Performative "CORPO" a cura di Sibilla Panerai e Ivan D'Alberto. 
Seguirà dibattito con le artiste e rappresentanti di Amnesty International.

Sinossi e note di regia da Cinemaitaliano:
"E’ quasi ora del tramonto sul litorale di Nettuno, teatro del drammatico sbarco durante la seconda guerra mondiale. Un convivio poetico in mezzo al mare. Cibo e storie condivisi dagli ospiti di quest’insolito banchetto: i migranti africani raccontano la loro odissea per fuggire da insostenibili condizioni in Nigeria prima, dove hanno perso i loro cari durante i conflitti politico-religiosi, per poi arrivare in Libia, dove hanno trovato la guerra e l’inferno delle carceri sotterranee; Il dolce anziano originario della Sardegna, partito alla volta della Germania nel dopoguerra, evoca il tempo in cui gli italiani emigravano ammassati nelle stazioni con le valige di cartone. Un esodo che rimanda ai secoli scorsi, quando ci si imbarcava sulle navi dirette in America. Ma è la donna nata da un immigrato africano e da una siciliana a svelare particolari commistioni tra differenti culture, in una insolita storia di famiglie combattute tra disonore e amore. Al termine del convivio, tutti partecipano al rito del sale gettato in mare. Per ricordare i fratelli che non ce l’hanno fatta. Per restituire il mare al mare. Performance Art estemporanea avvenuta e documentata dal vivo di fronte al pubblico casualmente presente in spiaggia nel Luglio 2015."

“L’esposizione ripetuta a immagini violente ha provocato quella che in psicologia è definito “processo di desensibilizzazione”. Le persone mangiano tranquillamente guardando in tv crudeli scene di guerra, notiziari sui numerosi migranti morti in mare. La migrazione è un tema vicino alle nostre famiglie: il bisnonno di Kyrahm è emigrato negli Stati Uniti, suo padre in Germania e la madre di Julius è una donna tedesca che ha sposato un italiano nel dopoguerra. Occupandoci di live art e performance da diversi anni, un linguaggio dove tutto ciò che avviene è reale, abbiamo pensato che il modo migliore per produrre un cambiamento fosse creare una connessione diretta: far ascoltare dal vivo le commoventi storie dei migranti alle persone del territorio, cogliendole di sorpresa, arrivando con un gommone sulla spiaggia. Coinvolgendo nella stessa tavolata gli immigrati africani e un anziano emigrato italiano avremmo evidenziato i parallelismi tra la nostra e la loro storia.” (Kyrahm e Julius Kaiser)

Il programma completo del Festival:
 Il video della performance sui migranti del mare ed ex emigrati italiani all'estero continua il suo viaggio dopo essere stata presentata:
- OtherMovie Lugano Film Festival (Svizzera);
- XXXFuoriFestival di Videoarte  (Pesaro);
- Venice International Performance Art Week (Venezia);
- Università di Rostock (Germania);
- Università di Napoli
- Prende parte al progetto "Body in transit" fondato dal Misnitro dell'Economia di Spagna.


sabato 10 marzo 2018

Il Ritorno della Guerriera

Dopo un lungo stop dovuto ad un periodo piuttosto controverso per la mia salute (stop per tutto il 2017) finalmente si torna a percorrere il viaggio di ricerca performativa.

(A)mare Conchiglie – Performance e film di Kyrahm e Julius Kaiser è stato presentato:
·      In Germania il 3 dicembre 2017, dall’ Università di Rostock, presso la Galleria Culturale DIE Beginen;
·      All’Università di Napoli, per il progetto Network Queer (Gennaio 2018);
·      Prende parte al Progetto “Body in Transit” fondato dal Ministero di Economia di Spagna /Gobierno de Espana (Febbraio 2018);

Ecce (H)omo, Guerrieri – Performance e Film di Kyrahm torna nella versione video come opera ospite d’onore al Festival delle Arti di Ferrara presso il Palazzo della Contessa Scroffa (3 Marzo 2018).
Un lavoro intenso, profondo, sulla fragilità umana e la sua forza.
Nella versione performance è stata presentata al Venice International Art Week a cura di VestAndPage, una reunion dei protagonisti dell’arte e della performance storica e recente tra cui Yoko Ono, Marina Abramovic, Bill Viola, Stelarc, ORLAN, Marilyn Arsem. Franko B.

Qui un articolo su Taxidrivers, un’intervista  su Exibart e il trailer su Cinemaitaliano:







lunedì 21 novembre 2016

VENICE INTERNATIONAL PERFORMANCE ART WEEK


The III VENICE INTERNATIONAL PERFORMANCE ART WEEK will take place at European Cultural Centre | Palazzo Mora and Palazzo Michiel in Venice, December 10-17, 2016 under the focus Fragile Body – Material Body. It concludes the trilogy project following the first two editions Hybrid Body – Poetic Body and Ritual Body – Political Body that took place in December 2012 (Palazzo Bembo), and in December 2014 (Palazzo Mora and Palazzo Michiel).

The live art exhibition project dedicated to contemporary performance art showcases in its third edition works of over 80 international performance artists from around the globe, some of which are presented in cooperation with prestigious cultural institutions and foundations. Pioneers of this art discipline exhibit and perform alongside established and emerging artists, reflecting influences and current tendencies in the field.

The project consists of an exhibition of performance installations, photographic and video documentation as well as vibrant program of live performances, talks, screenings and meetings with the participating artists, researchers and curators.

For this third edition with the focus Fragile Body – Material Body, the works present physical, mental and spiritual bodies as primary material of artistic expression, aiming to investigate a wide range of concepts pertinent to the art forms of performance art, Live art and Body Art, such as: authenticity, living entities and their relations towards one another; fragility and vulnerability of the individual and of the social relationships; mental and spiritual states rendered through liminal physical and corporeal manifestation; as well as encouraging questions around the post-organic transformations and mutations to which we subject the human body.

The presence of human beings in this world is always more than a temporary condition: the communication that can be triggered between artists and the audience is an essential element. The topics addressed during the week will relate to the need to look at social relations and the lives of individuals with greater care.

Due to the specificity of this edition's theme Fragile Body – Material Body, the live performances and works on display will also seek to provide reflection and further considerations on how to find meaningful mechanisms to foster positive change through contemporary culture and art in a vital way.
The ART WEEK BLOG will be updated daily during the week with reflections, features and interviews by our residence writers.


FRA•GILE

The word "fragile" is often associated with the locution "handle with care": this is precisely where the III VENICE INTERNATIONAL PERFORMANCE ART WEEK heads, this time around, raising awareness on the precariousness of life through performance art. It is a call to action – to practice a more mindful, careful and respectful behaviour towards the Other, in the words we say, thoughts we think, and things we do. Toying with the paradox of the strength and fragility of our physical bodies, the first requirement here is to step beyond mere appearances and limitations.
Fragility does not only imply negative connotations – it is rather a continuous memento mori for its existence in thoughts, convictions, systems, beliefs, and a reminder to live with full awareness of the complex ephemerality of our times, taking care of all that surrounds us, near and far.
Through the physical body (the primary medium of the practice of performance art), human relationships and their inherent frailty are considered. With frailty comes the potential for destruction and with destruction comes the potential for growth: of the individual, social, political, spiritual and ethical systems.
Proposing de-construction as a necessary tool for development, the word "care" implies real engagement in dealing with an emergency, or to possibly evaluate a given situation from all sides, therefore also reflecting on its potentials and value. Eventually, depending on the conclusions of these evaluations, to "handle with care" can either mean to protect that which is fragile or to courageously engage in transformation, to the point that the only way "to deal with a world so evidently and increasingly unfree, it is to become so absolutely free that our very existence is an act of rebellion... for rebellion cannot exist without a strange form of love." (Albert Camus)


MA•TE•RIAL

The Thesaurus defines the term "material" as an alternative adjective for the body of a human being, and many historical references in literature indicate the material body as the door to reach the spiritual body, that which has to be transcended in one way or another to reach our spiritual matter.
Reflecting upon the perception of our material bodies to understand and eventually reinforce the spiritual one, is a central question in Oriental religions as well as in the Holy Thursday, when in the garden of Gethsemane, finding his disciples in sleep, Jesus rouses them and warns them by saying: "The spirit indeed is willing, but the flesh is weak." (Matthew 26:41).
Regardless of the Christian connotation, this sentence is relevant because it states that if the flesh is weak (pars constituent of our material body, which is fragile and destined unavoidably to caducity), the spirit is "willing" (in Greek πρόθυμον = prothemon), desirous to do what is right – that 'right' that we feel, perceive, is also necessary for an ethical formation, as Kant argued in The Critique of Practical Reason (1788).
Influential philosophical investigations (by Aristotle, Hegel, Jung, Watts, to cite a few) that have inquired into the nature of being focusing on the phenomenology of the spirit, up to the latest holistic perspectives and neuroscience researches, seem to agree on the fact that the parts of something are intimately interconnected and explicable only by reference to the whole, and that it is our material body that tells us (of the need) to nurture our spirit and tune in to its true desires.
In other words, it is like saying that if the spirit tends towards that which is good, true, complete, beautiful, and attainable because of our material body, the continuous metamorphoses that the material body undergoes throughout life (because of its inevitable organic decay, which still lasts long after death), might be even interpreted as evidence of a transcendence from all that is material, and proof of the life-giving shape of the being (itself).
All this can be certainly refutable. Every proposition has its Achilles' heel because "all the propositions say the same thing, to wit nothing" (Ludwig Wittgenstein): the language only comes up to where it can get for "the limits of our language mean the limits of our world." (LW)
What does it mean for a being to be? What is existence? What can be said to exist?
Everything we see could also be otherwise. Everything we can describe at all, could also be otherwise. Perhaps we humans are just a cosmic accident with a very short life span and the world we live in is "all that is the case. This is how things stand." (LW)
  
SO THEN: WHY PER•FORM?

Perhaps to act and give essence to what cannot be said, accepting, taking, contrasting, enduring, forsaking, forgiving, passing over or through – with dignified silence – what we cannot speak about but we're aware of, and with it all that is elusive and illusory.
Artists, everyday people – because it makes no difference and there is no diversity – we appear just for what we actually are.
We all mirror each other carrying within us our own ideals, ideas, sufferings, loves, fears, dreams, sensualities and ironies as pure treasures to express and share, shaping together a time-based social sculpture: a creative temporary community which reflects freedom and respects it.
Perhaps to celebrate life.

~ VestAndPage (Verena Stenke & Andrea Pagnes)

 
KYRAHM + JULIUS KAISER (Italy)
Live performances ECCE (H)OMO, Guerrieri (2016) and Human Installation I: Gender Obsolenscence (2010).
On exhibit the performance film (A)mare Conchiglie (2015); in presentation the short film by Claudio del Signore Drag king, Julia's Dream(2015)documentary Oltre il corpo (2016), featuring VestAndPage, Fioramanti, Kyrahm, Gonzalo Rabanal, Collettivo Cercle and Ron Athey.


Kyrahm + Julius Kaiser, Human Installation I: Gender Obscolescence (2008). Courtesy the artists.


Kyrahm + Julius Kaiser is an Italian artist couple based in Rome, with individual expertise in the fields of visual and performance art, video art, film and LGTB activism. Upon their encounter, they started the project Human Installations, a research comprising contemporary art, live art and avant-garde theatre. In a constant dialogue with cinema, they create works of video art, documentaries and films. Their interest lies on the social function of the artist, existential dynamics, the role of identity, and the experimentation along mental and physical limits and gender roles.
At the VENICE INTERNATIONAL PERFORMANCE ART WEEK, they present two live performances: 
ECCE (H)OMO, Guerrieri (2016): "With humbleness I joined these people to expose their bodies and souls, voluntarily presenting themselves and their lived lives. A mother without the right on her baby girl, a woman loving her girlfriend, the courage of the disabled and the pride of age and illness." Every intervention is inspired by a piece of video art in progress: stations of actions on human fragility that involve public performances, as well as intimate moments of the everyday. Written and directed by Kyrahm.
Human Installation I: Gender Obsolenscence (2010): The biological sex as skin. Gender as the sense of being. Path, crossing and transition. Every naked body a story. Distress is tiring, and the flesh is material to be shaped. The rite of dressing up as a turning backwards: the self is revealed. Written and directed by Kyrahm + Julius Kaiser.
Further Kyrahm and Julius Kaiser present on exhibit the performance film (A)mare Conchiglie (2015) and in presentation the short film by Claudio del Signore Drag king, Julia's Dream (2015) as well as the documentary Oltre il corpo (2016), featuring VestAndPage, Fioramanti, Kyrahm, Gonzalo Rabanal, Collettivo Cercle and Ron Athey.

+ LIVE PERFORMANCE