mercoledì 30 novembre 2022

Human Installation XXIII: GRAAL di Kyrahm : la body art estrema torna a Roma con un rituale di sangue (vero) contro il razzismo che continua con i nativi americani in Arizona

Roma 8 gennaio, Teatro Tordinona, ore 21.40 - via degli Acquasparta 16

Persone originarie da diverse parti del mondo effettueranno un prelievo di sangue in un rituale antico. Il Graal che lo contiene verrà portato in una riserva Indiana in Arizona e sarà il nutrimento per la coltivazione di un fiore nelle Terre dei nativi,  spazi "concessi" a coloro che dovrebbero esserci di diritto. Si scaverà fino alle radici delle origini del razzismo.

ATTENZIONE :
Nella performance art a differenza del teatro tutto ciò che avviene è reale, non c'è interpretazione. Nessuno reciterà.

La performance art ha origini antichissime, ma sul fronte occidentale è dagli anni Sessanta che assistiamo prima con l’azionismo viennese e con la body art estrema poi alla "violazione" della carne, vissuto come un evento epocale. I miti del martirio rivivono nelle torture, nelle crocifissioni nelle pratiche del dolore e del sangue.


Kyrahm è un'artista italiana operante nell'ambito della performance art, la videoarte ed il cinema sperimentale. Nel 2008 fonda il movimento artistico-performativo Human Installations ed avvia il sodalizio professionale con la regista e performance artist Julia Pietrangeli. Ogni performance diviene un progetto di videoarte che prende parte a rassegne, festival ed esposizioni in Europa, America Latina e Stati Uniti.  Nello stesso periodo incontra l’artista americano Ron Athey a cui dedica “Sacrifice” performance estrema sul rapporto tra body art ed iconografia cristiana, dove piange lacrime di sangue togliendo aghi inseriti nell'arcata sopraccigliare. 
Nel corso degli anni si è occupata di opere che affrontano tematiche sociali come carcere, migrazioni, omofobia, violenza contro le donne, lotta alle mafie.
ll suo lavoro è oggetto di studio presso scuole d’arte, Accademie ed Università in Italia e all’estero ha ottenuto premi e riconoscimenti (premio arte laguna di Venezia, miglior video sezione comizi d’amore festival del cinema arcipelago) diventando nel corso degli anni uno dei punti di riferimento della live art italiana al punto da essere spesso citata e/o coinvolta in progetti da esponenti della cultura mainstream che attingono dalla sua ricerca.
Prima della performance la storica dell'arte Sibilla Panerai effettuerà una presentazione del lavoro dell'artista.

L’8 gennaio al Teatro Tordinona – via degli Acquasparta 16 (centro storico) si assisterà ad un evento unico, epifanico. 
Human Installation XXIII: GRAAL, scritto e diretto da Kyrahm, vede il coinvolgimento di artisti e persone note nella scena underground europea, accanto a coloro che nati in differenti parti del mondo, doneranno il proprio sangue che verrà raccolto da un’infermiera in un processo de de-significazione dei simboli del predominio occidentale. È un rito che si concluderà dall’altra parte del mondo, in Arizona, alla ricerca delle riserve americane e sarà oggetto di un documentario di Kyrahm e Julia Pietrangeli (nomination premio globo d’oro 2019, miglior regia sezione documentario social world film festival) che racconta il viaggio a partire dalla storia di chi ha deciso di prendere parte alla performance. 
Tra gli ospiti Alessandro Kola, fondatore del progetto di Fakir-Show&Suspension “Freak's Bloody Tricks”.
Presenti anche Bloody Cirkus e Antares Misandria che operano nella scena underground, praticando sospensioni tramite ganci della propria carne.
Il canto del soprano Giulia Nardinocchi, la cadenza del dj Jozimar, la danza africana di Keba accompagna l’azione in un incontro di corpi, linguaggi artistici, poesia in una nuova chiave ritualistica urbana che vuole ribadire che l’umanità è un unico tessuto ed il sangue uguale per tutti.


“Se dopo aver visto un’azione artistica la tua vita continua ad essere quella di prima allora non hai assistito ad una performance” (Kyrahm)



Special Guest:
BLOODY CIRKUS
ALE KOLA from BERLIN
ANTARES MISANDRIA

GIANLUCA BAGLIANI
ANDREA BASILI
FBS FABIO CAPPA
MARCO FIORAMANTI
KEBA
CLEM IONUT
DJ JOZIMAR
Soprano GIULIA NARDINOCCHI
FRANCESCA PERTI
VAHID POURMORAD
Video JULIA PIETRANGELI
FOXY ROSE
KYRAHM
e parte del mondo





UN ABBRACCIO CHE STRINGA IL MONDO INTERO
SIAMO UN UNICO TESSUTO - WE ARE MADE OF THE SAME TISSUE

*NEWS* 8 GENNAIO PERFORMANCE Human Installation XXIII: GRAAL di #KYRAHM
- PICCOLO SPOILER ma NECESSARIO -
Alle 23:00 dell'8 gennaio ora italiana avverrà durante la performance,che inizierà alle 21.40 con una serie di azioni anche estreme, un #abbraccio di pace tra persone che nel loro paese di origine sono in conflitto. Simultaneamente alla stessa ora vorremmo che ci fossero altrettanti abbracci di solidarietà in tutto il #mondo. Chi aderisce dovrà autodocumentarsi, anche con un cellulare, in modo che rimanga un archivio collettivo che non sia solo un'opera d'#arte ma un vero e proprio atto d'#amore
La comunicazione ufficiale della performance partirà a breve.
Ringrazio intanto Andrea Zittlau dell'Università di Rostock, artista e #performance artist radicale e poetica, che ha accettato di prendere parte al progetto.
Ricordo che durante la performance a teatro persone di varie nazionalità effettueranno un prelievo di #sangue che sarà da concime per la coltivazione di un fiore nelle terre dei nativi in Arizona. Tutto questo sarà parte di un #documentario indipendente.
Il progetto è Do It Yourself, venire ad assistere al lavoro significa sostenerlo. Vi aspettiamo quindi l'8 gennaio alle 21.40 al Teatro Tordinona di Roma - via degli Acquasparta 16 e vi ringraziamo con tutto il cuore.
A HUG FOR THE WHOLE WORLD
*NEWS* JANUARY 8 PERFORMANCE Human Installation XXIII: GRAIL by #KYRAHM
- LITTLE SPOILER but NECESSARY -
At 23:00 on January 8, Italian time, during the performance, in addition to the various actions, a #hug will give peace between people who are in conflict in their country of origin.
Simultaneously at the same time we would like there to be as many hugs of solidarity all over the #world. Those who join will have to document themselves, even with a mobile phone, so that it remains a collective #archive that is not just a work of #art but a real act of #love
The official communication of the performance will start shortly and it will be wonderful to see many of you join.
In the meantime, I would like to thank Andrea Zittlau from the University of #Rostock, a radical and poetic #performance artist, who agree

SIAMO UN UNICO TESSUTO - WE ARE MADE OF THE SAME TISSUE
Hanno per ora aderito all'abbraccio di Human Installation XXIII: GRAAL di Kyrahm e li ringrazio profondamente:
They have for now joined the embrace of Human Installation XXIII_ GRAAL by Kyrahm and I thank them deeply:
Andrea Zittlau, artista e ricercatrice dell'Università di Rostock (Germania)
Fenia Kotsopoulou artista greca ed insegnante di performance art all'accademia di Arhem (Olanda)
Giulia Casalini curatrice, artista e ricercatrice da Londra
E ancora
Oscar Sanchez (Messico), Adriana Golpe (Valencia)
E altri si potranno liberamente aggiungere fino all'8 gennaio e creare una rete di pace.
La performance inizia alle 21.40 a Roma presso il Teatro Tordinona , via degli Acquasparta 15 ed è articolata in più azioni, anche estreme. Persone originarie da diverse parti del mondo effettueranno un prelievo di sangue che verrà raccolto in un Graal. Il sangue sarà nutrimento per la coltivazione di un fiore nelle Terre dei Nativi in Arizona. La designificazione di un simbolo occidentale dove il versare sangue in un terreno non è sinonimo di guerra, ma è un atto d'amore.
Alle 23 ci sarà un abbraccio tra individui i cui rispettivi paesi sono in conflitto. In simultanea succederà la stessa cosa in altri paesi del mondo. Un abbraccio di pace perché di fatto SIAMO UN UNICO TESSUTO.
The performance begins at 9:40 p.m. in Rome at Teatro Tordinona , via degli Acquasparta 15, and is divided into several actions, including extreme ones. People from different parts of the world will draw blood that will be collected in a graal. The blood will be nourishment for the cultivation of a flower for the Native at the Lands in Arizona. The designation of a Western symbol where spilling blood into a land is not synonymous with war, but is an act of love.
At 11 p.m. there will be an embrace between individuals whose respective countries are in conflict. Simultaneously the same thing will happen in other countries around the world. An embrace of peace because in fact WE ARE MADE OF THE SAME TISSUE

Per la performance “Human Installation XXIII: GRAAL” diverse persone originarie da differenti parti delmondo effettueranno un prelievo di sangue che verrà portato in Arizona e diverrà concime per la coltivazione di un fiore nelle terre dei nativi.

Il sangue, simbolo di vita e morte, è un elemento cardine delle meditazioni mistiche. Il sangue è appartenenza, discendenza.
Gli antichi sacrifici alla divinità, i rituali sacri di diverse tribù africane, l’anima associata al sangue dagli ebrei (al punto che anche per il consumo di carne è necessario privare l’animale del sangue – 
tramite la shecḥitah è una delle diverse condizioni per essere considerato kosher), l’iconografia cristiana costantemente costellata di immagini sanguinolente legate al cristo, ai santi e ai martiri (ma anche alle torture della Santa Inquisizione) fino al calice del sangue offerto in sacrificio, il “sang real” appunto.
 “Versare sangue alla terra” rimanda non solo alla metafora della guerra, ma anche all’orribile sintagma tedesco “Blut und Boden”, slogan razzista nazionalsocialista che combina il lavoro dell’agricoltura, l’appartenenza alla nazione  e l’assurdo della purezza del sangue come base della delirante teoria della rinascita della nuova Germania.
La riappropriazione laica dei simboli e la contaminazione-trasformazione dei significati legati agli stessi è la costante di questa azione.

Alcune immagini della preparazione al lavoro scattate da Julia Pietrangeli






A seguire alcune immagini della serie "Black Ink and White Skin Series" di e con Ale Kola e Kyrahm per la performance "Hot Warm Up for Human Installation XXIII" sull'onda del motto "Make Love Not War"



Parallelismo con "Bed In" di Yoko ono e John Lennon, performance del 1969 dove i due artisti sono rimasti a letto per 14 giorni consecutivi per protesta contro la guerra in Vietnam